Topi per elefanti

Pubblicato da Redazione il

Dalle ultime notizie che arrivano dal Venezuela pare che l’operazione libertà di Guaidò sia stata sventata dai “consiglieri militari” russi mandati da Putin a sostenere Maduro; e che se non fosse stato per russi e cinesi, quest’ultimo sarebbe già da mesi in esilio a Cuba. Eppure a me tutta questa storia non mi convince affatto e anzi mi sembra che Putin sia bravissimo a fare una cosa: mostrare i muscoli che non ha.In altre parole, Putin consente che vengano attribuite a una inesistente longa mano russa cose che invece nulla hanno a che vedere con i russi. Per fare qualche esempio. Si accusa Trump di aver trescato con Mosca e il Cremlino di aver truccato le elezioni presidenziali americane.Putin non smentisce, anzi se la ride sotto i baffi. Ha colto due piccioni senza utilizzare nemmeno una fava: ha dimostrato la fragilità della società aperta americana e dato alla Russia l’immagine del grande burattinaio che muove gli affari del mondo. Poi però dopo mesi le indagini della magistratura americana dicono che nulla di tutto ciò è successo. Ma ormai il guaio è fatto.La stessa cosa potrebbe essere successa in Venezuela, dove un golpe organizzato male diventa il campo di battaglia dove i difensori della libertà dei popolo si oppongono agli yankee invasori.Il punto non è tanto che, come il mago di Oz, Putin bleffa dimostrando una forza che non ha: lui fa quello che può per tenere in piedi una baracca che rischia di cadergli addosso da un momento all’altro.Il problema è che le ricche, prospere, potenti e vitalissime società aperte occidentali scambiano un topolino per un elefante e se la fanno dalla paura.

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