UN BRUTTO PRESENTIMENTO

Pubblicato da Redazione il


Ho un brutto presentimento. Nel 1958 De Gaulle viene quasi imposto dai francesi di Algeria sotto la minaccia di un colpo di Stato, come l’unico uomo in grado di opporsi alla richiesta di indipendenza del Fronte di Liberazione Nazionale. La guerra di Algeria andava avanti dal 1954 e dopo la batosta di Diem Bien Phu in Vietnam lo scontro si era incattivito (si veda “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo). 
“Vi ho compresi” disse De Gaulle ad Algeri nel giugno del 1958 ai pied-noir. E tutti pensarono che avrebbe difeso l’Algeria francese. E invece fece l’esatto contrario. 
Con gli accordi di Evian del 1962, l’Algeria otteneva l’indipendenza.
Ora anche Macron sembra dire ai Gilet Gialli “vi ho compresi”, ma a differenza di De Gaulle sembra cedere su tutta la linea, accordando aumenti salariali a destra e sgravi fiscali a manca.
Il punto non è tanto che così facendo fa da sponda a Lega e Cinque Stelle che si sentono ora autorizzati a infrangere tutti gli accordi sottoscritti con Bruxelles e aumentare ancora il debito; o che ora si aprirà la questione dello sforamento dei parametri anche da parte di Parigi.
Il punto è che Macron ha ceduto alla violenza, ha legittimato la violenza nelle piazze come strumento di rivendicazione politica. Oggi tutti sanno che sfasciando vetrine, picchiando la polizia e vandalizzando le città si può ottenere di pagare meno tasse e guadagnare qualche euro in più.
La stato liberale moderno nasce dalla messa al bando della violenza privata e delle fazioni come metodo di lotta politica, se la si legittima c’è il rischio di sfasciare ogni cosa.
Ora il vaso di pandora è stato aperto e non c’è solo la possibilità che il Gilet Gialli continuino ad alzare la posta delle loro rivendicazioni (anche contraddittorie: meno tasse più servizi), ma che su tutto il continente gruppi politici violenti possano diventare i protagonisti della scena politica.
Le cose sembravano volgere al bello. L’Unione aveva gestito magistralmente la questione della Brexit e si era mostrata ferma verso i populisti italiani, che avevano iniziato a scodinzolare.
Con quel discorso Macron ha cambiato la prospettiva politica europea senza nemmeno rendersene conto e potrebbe passare alla storia come colui che ha realmente sfasciato il progetto politico dell’Unione e riportato al centro della scena la violenza come arma politica, quella violenza che nei secoli ha fatto dell’Europa un mattatoio.
Eccolo il mio brutto presentimento. Forse ora il passato è tornato per davvero e a Colombey-les-Deux-Églises non c’è nessun De Gaulle.

(Pubblicato su Facebook lo scorso 12 dicembre 2018)

Categorie: Analisi

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