Vox diaboli

Pubblicato da Redazione il

Non ce ne libereremo facilmente e il fatto che Renzi possa pensare che presto toccherà di nuovo a lui è la prova provata di quanto sia lontano dalla realtà e non abbia alcuna capacità di leggere quello che sta accadendo. Renzi, si metta l’anima in pace, politicamente è finito, più parla più continua a far danni, impedendo, insieme a Berlusconi, la formazione di un nuovo schieramento politico antitetico e alternativo agli sfascio-declinisti.
Il motivo per cui non ce ne libereremo facilmente è duplice. Da una parte la questione dell’offerta politica e questo, per certi versi, è il minore dei problemi. Una forza politica liberale, europeista, a favore della globalizzazione, dei liberi mercati e del free trade, del capitalismo, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, che sappia portare, potenziandoli, i diritti sociali nel XXI secolo e rafforzare e ammodernare lo Stato sociale la si può anche creare.
Il guaio è che manca la domanda politica. Il popolo non vuole niente di tutto questo perché nel corso degli ultimi decenni ha subito un tale abbrutimento da trasformarlo in una folla rabbiosa e irrazionale che scalcia, muggisce e disarciona, come i tori nei rodei, chiunque cerchi di portarla a più miti consigli. 
Le ragioni di questa mutazione genetica sono molteplici e attengono al discorso che facevo qualche giorno fa sul fatto che le nostre società politiche sono come dei cerchi, fatti di scuola, libera stampa, stato di diritto e stato sociale e quando anche uno solo di questi elementi si rovina il cerchio si rompe. 
In questi anni abbiamo lasciato che la scuola si rovinasse, che la libera stampa si addormentasse e lo stato sociale invecchiasse. 
Le conseguenze sono non solo la mutazione del popolo in folla, ma la creazione di una maggioranza di cittadini che non ha gli strumenti intellettuali per vivere il proprio tempo, per poter lavorare e prosperare in questa modernità e che, di conseguenza, chiede di chiudere le porte del paese e tornare indietro, per cercare di guarire la sua ansia, anzi, paura del futuro. È dunque naturale che questa folla si affidi politicamente a un attore politico come i Cinque Stelle che ha le stesse sue caratteristiche è cioè irrazionale, antimoderno, anticapitalista, reazionario.
Questo vuol dire che non bisogna farsi molte illusioni e, a meno che non ci siano grandi e improvvisi cambiamenti, anche una rottura nell’alleanza di governo non produrrà grossi effetti, anzi. Si potrà anche andare a elezioni anticipate ma il risultato politico potrebbe essere identico a quello del 4 marzo, anzi le forze anti sistema potrebbero addirittura aumentare i loro consensi. 
E questo perché il problema non è nella offerta politica, ma nella domanda, nel fatto che il detentore della sovranità popolare ha subito una spaventosa mutazione.
Le democrazie si basano sull’assunto che quella del popolo sia la voce di dio, un dio laico e immanente, sia chiaro; se quella voce cambia, se diventa la voce del diavolo, producendo disastri sempre peggiori ogni volta che parla, allora le democrazie crollano. 
Del resto non è una novità, è già successo.

Categorie: Analisi

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