Sulla secolarizzazione

Pubblicato da Redazione il

È un po’ di tempo che volevo fare una riflessione, forse strana, sicuramente incompleta. Ma un po’ mi è mancato il tempo e un po’ mi ero perso il video che quella riflessione aveva fatto nascere. Oggi ho trovato sia il tempo che il video.
L’oggetto di questa riflessione è la secolarizzazione. Convenzionalmente per secolarizzazione si intende quel processo che ha condotto al prevalere della ragione sulla fede, del Logos sul Mythos e quindi alla eliminazione di tutto ciò che con la ragione non era possibile dimostrare. Il che significa anche “libera investigazione razionale non vincolata a dogmi religiosi e ad autorità ierocratriche”. 
C’è di più. Questo processo ne genera altri due, vale a dire la rivoluzione copernicana e la rivoluzione darwiniana. 
Nel primo caso, la terra non è più il centro del creato, ma un ammasso roccioso che gira senza senso intorno ad uno degli infiniti fuochi, e anch’esso vaga in un universo infinito e freddo; nel seconda caso l’uomo cessa di essere il centro del creato e diviene il prodotto di un processo sostanzialmente casuale di azioni e reazioni e tutto il creato cessa di avere una sua razionalità, nonchè un suo telos, per diventare un ammasso casuale di materia.
Attenzione però perché gli scismi prodotti dal processo di secolarizzazione sono due: da una parte non si riconosce più un valore “scientifico” alla sacre scritture, dall’altra non si riconosce più alle autorità sacre di imporre a tutti coercitivamente quelle verità.
Ora a me sul primo aspetto del processo di secolarizzazione, vale dire l’evoluzione umana come prodotto del caos, e un mondo senza senso, che altro non è che il prodotto casuale di un ammasso di materia, da un po’ di tempo provo un certo disagio. 
A tale proposito segnalo solo due elementi. Il primo, la scienza moderna nasce con l’intuizione di Galileo Galilei che la natura è scritta con linguaggio matematico e più la ricerca scientifica procede più ci si rende conto della sofisticazione del linguaggio matematico con cui è scritta la natura. Dunque per usare l’immagine di Leibnitz l’orologio c’è. E se è impossibile inferire dall’esistenza di un orologio, l’esistenza di un orologiaio, la questione resta. Perché la natura è scritta con linguaggio matematico?
Il secondo aspetto riguarda l’evoluzione umana, che è ritenuta il prodotto essenzialmente del caso. Sicuri? Il video di cui parlavo all’inizio e dal quale estrapolo una sola immagine, è dedicato all’intelligenza artificiale, al “generative design” e via dicendo… niente a che vedere con Darwin, sia chiaro.
Bene… ad un super computer hanno chiesto di creare la struttura di un drone, che fosse resistente, flessibile, e leggera. Il computer si è messo al lavoro e dopo aver ipotizzato milioni di soluzioni, a quale conclusione è arrivato?
L’evoluzione umana ha prodotto la struttura più resiste, flessibile e leggera che si possa immaginare, vale a dire il bacino. Il che vuol dire tante cose, la prima delle quali è che il processo evolutivo non è dominato dal caos, e come la natura è scritta con un linguaggio matematico, così anche l’evoluzione risponde a logiche razionali. Ma ciò significa anche altro e cioè (elenco alla rinfusa) che non vi è contraddizione tra libera investigazione e fede cattolica; che non vi è contraddizione tra scienza e fede cattolica; che non vi è contraddizione tra modernità e fede. Tutto ciò a patto di fare due cose: considerare la fede cattolica come sinonimo di umanesimo cristiano; la seconda scindere fede e religione, vale a dire l’autorità religiosa che su una particolare fede è stata creata.

Categorie: Analisi

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