Preservare il Quirinale dal fango grillino

Pubblicato da Redazione il

(12 dicembre 2017)

A me sembra che ci sia qualcosa di molto grave che sta accadendo e riguarda il comportamento di Di Maio e del M5S. 
Mi riferisco all’insistenza con la quale il candidato premier grillino batte sul fatto che dopo le elezioni, nel caso in cui dovessero essere il primo partito, chiederanno a Mattarella l’incarico di formare il governo (che in realtà avrebbero già pronto) e si presenteranno in aula a chiedere la fiducia. 
A quel punto chi – continuano nella loro narrazione fantastica – non voterà la fiducia si assumerà la responsabilità di mandare di nuovo il paese alle urne. Sarà allora evidente chi fa gli interessi del paese (loro) e chi no (tutti gli altri).
Ho scritto narrazione fantasiosa per essere gentile, avrei dovuto scrivere strampalata.
Il capo dello Stato dà l’incarico di formare il governo (in via preliminare potrebbe dare un mandato esplorativo) a quella personalità, forza politica o coalizione che sembra in grado di formare una maggioranza in parlamento che abbia i numeri per sostenere un esecutivo.
I grillini di Di Maio pensano di poter ottenere dal voto la maggioranza dei seggi in parlamento? No. Pensano di allearsi con qualche altra forza politica per arrivare a quella maggioranza? No.
E allora perché dei parlamentari eletti in altri partiti, che ogni giorno sono oggetto degli strali pentastellati, dovrebbero votare la fiducia a Di Maio? Semplice, perché il loro non è il programma di una parte, ma la verità rivelata. Sono proposte politiche la cui giustezza è di per sè evidente e chi non voterà quel programma è per forza di cose un dannato o un corrotto. 
Siamo ovviamente nel campo del delirio politico, che tuttavia è perfettamente in linea con la filosofia manichea grillina: loro sono il tutto non una parte, solo loro rappresentano la vera volontà generale, mentre gli altri solo meschini interessi di parte o personali. Di qui la costante avversione verso il parlamento e verso gli altri partiti. 
Abbandonato il campo del delirio politico, quindi, non vi è alcuna ragione per la quale il Presidente della Repubblica dovrebbe dare l’incarico di fare il governo a Di Maio, anche se il M5S risultasse il primo partito, visto che non hanno alcuna possibilità concreta di formare una solida e stabile maggioranza di governo. 
A quel punto tanto varrebbe darlo al parlamentare che ha preso più voti in un collegio maggioritario o a quello più simpatico o al più colto o al più anziano, al più alto o al più basso: tanto nessuno di questi avrebbe comunque la possibilità di formare una maggioranza di governo.
Il pericolo allora dov’è? Se Mattarella per quieto vivere dovesse dare un incarico esplorativo a Di Maio e questi, come è giusto che sia, prendesse solo porte in faccia, la macchina della propaganda grillina inizierebbe a gettare fango sul nuovo parlamento eletto, colpevole di non vedere la luce della verità che promana dal loro programma.
Ma lo scenario peggiore è se Mattarella, come è giusto che sia, dovesse rifiutarsi di dare un qualsiasi incarico a Di Maio. A quel punto i pentastellati inizierebbero a gettare fango sulla presidenza della Repubblica e il Quirinale, il perno sui cui si regge il sistema istituzionale, verrebbe trascinato nella polvere della battaglia partitica. 
A quel punto tutte le istituzioni, da ultima la Banca d’Italia, saranno state delegittimate. E un paese la cui opinione pubblica non percepisce più un senso di sacralità che emana dalle istituzioni, che perde la fiducia in tutti i cardini dello Stato è come una nave senza alberi, senza vele e senza ancora: quando arriverà la tempesta saranno guai.
C’è ancora il tempo allestire una difesa. Il Presidente della Repubblica espliciti sin da ora nella maniera più chiara e netta i criteri che lo guideranno nel conferire i mandati per la formazione del governo al fine di tutelare le istituzioni, ed in particolare la stessa Presidenza della Repubblica, dalla macchina del fango che di certo sarà azionata dai grillini al massimo dei giri dopo le elezioni.

Categorie: Analisi

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