L’ordine liberale a rischio

Pubblicato da Redazione il

Che ci sia un certo sollievo a sinistra per il governo M5S-Lega è evidente. In parte è ciò che ha scritto Battista oggi: “un atteggiamento di gioco, in cui la pratica dello sgambetto prende il posto della lotta politica”, i popcorn di Renzi, per capirci.
Ma mi pare ci sia anche qualcosa di più e cioè la convinzione che, a contatto con la realtà, le smargiassate dei populisti si possano ridimensionare, la loro presunzione di essere i possessori unici della ricetta per il bene del paese, anzi gli unici ad amare il popolo e l’interesse nazionale, soli in un mondo di infedeli, si sgonfi. Hic Rhodus, hic salta!
Che possa cioè prevalere un certo principio di realtà: governare è difficile, complesso; tra il dover essere e l’essere c’è un mare di problemi da risolvere, richieste, esigenze, priorità, tutte legittime. Il mondo non si divide solo in buoni da portare in paradiso e cattivi da espellere. 
Mi auguro che ciò possa accadere, ne gioverebbero loro e la democrazia italiana e mi auguro che un giorno i grillini e i salviniani possano riconosce che anche chi li ha preceduti ha lavorato nell’interesse del paese, sbagliando, commettendo errori (e chi non fa errori, siamo essere umani), ma provadoci in buona fede, ognuno per quello che può ; e che pertanto la storia del bene non inizia con loro. 
Significherebbe che il dramma delle tifoserie politiche è finito e che il disastro di una competizione politica intesa come lotta manichea, Armageddon finale tra il bene e il male, è passato.
Io me lo auguro eppure ho dei timori. Quando si renderanno conto che non può essere tre volte Natale e festa tutto il giorno, allora potrebbero iniziare a dire che la colpa è del presidente della Repubblica, che ha imposto loro qualche vincolo; è della costituzione che non lascia loro mano libera; è dell’Europa ordoliberista, che ha impedito loro di creare il paradiso in terra, anzi di trasferire l’Ungheria in Italia e che loro non hanno nessuna colpa. 
A quel punto, c’è da starne certi, nascerà il partito della rivoluzione tradita, si scriveranno biblioteche intere sulle trame occulte che hanno impedito il rinnovamento e ci sarà chi griderà al complotto ogni santo giorno.
Quando ciò accadrà, gli elettori potranno fare due cose: o una pernacchia o un applauso. In questo seconda caso, i populisti di governo si sentiranno legittimati ad abbattere tutto ciò che frena la loro volontà: la Presidenza delle Repubblica, la Corte Costituzionale, la Costituzione, l’Unione europea. Allora ci renderemo conto che, dopo essere saltato il discorso razionale, è saltato anche il principio di realtà.
Il miracolo occidentale ebbe inizio quando si posero dei freni, dei pesi, dei contrappesi alla volontà dispotica, fosse essa di uno, dei pochi o dei molti (la maggioranza può esser dittatoriale più del peggior despota). Quando cioè si approntò un piano di difesa liberale contro l’avvento del despota. 
La nostra costituzione, che è anche frutto della civiltà liberale occidentale, quel piano di difesa lo prevede.
Ora, quel sistema difensivo ha retto contro l’eversione nera e rossa, ma oggi le cose sono diverse, visto che forze che si definiscono anti sistema saranno al governo. Non era mai accaduto prima. Ciò vuol dire che il sistema difensivo liberale presente nella costituzione sarà, ora come mai prima, messo alla prova.
Se resisterà all’urto dei populisti e anzi li costituzionalizzerà sarà un bene per noi e per loro. Se invece sarà abbattuto sarà un disastro per tutti.

Categorie: Commenti

Lascia un commento