Contro gli eversori 2

Pubblicato da Redazione il

La distinzione tra destra e sinistra in senso classico ha senso se avviene su una condivisa struttura liberale, necessaria perchè possa esistere una società aperta. 
Ma quando alcune forze politiche si aggregano formando un polo che rifiuta quella piattaforma liberale, che si pone come blocco anti sistema e manicheo allora non ha più molto senso mantenere la vecchia distinzione, con i liberali di sinistra da una parte e quelli di destra dall’altra: sarebbe il modo migliore per fare la fine del Dodo.
Stessa sorte toccherebbe a chi volesse rabbonirli, allearsi con loro per frenarli e normalizzarli. L’unica cosa da fare è combatterli duramente e inesorabilmente.
Di qui la necessità di riorganizzare gli schieramenti politici e dare vita a una forza liberale di opposizione che contrasti la discesa verso la società chiusa che i nazional-populisti sta perseguendo a tappe forzate.
Ciò significa che le tante iniziative che al centro stanno nascendo (Gozi, Taradash, Tajani, Cacciari, Calenda) pur se assolutamente utili e necessarie rischiano di rivelarsi fallimentari se non si tenta una aggregazione.
Di fronte alla gravità della situazione e al rischio che le nostre libertà corrono non ci si impunti sulle sfumature e si abbia come unico obiettivo la difesa della civiltà liberale, fonte della nostra prosperità, che ora è gravemente minacciata.
Si abbia il coraggio di dare vita a una entità politica, le si dia un nome (partito liberal-democratico o “Sempronio”, pure “Pippo” andrebbe bene), si accenda una luce e si dica forte e chiaro che esiste una alternativa per chi non vuole arrendersi allo squallore politico del nazional-populismo. Il resto verrà da sè.

Categorie: Commenti

Lascia un commento