Trump e i limiti del potere

Pubblicato da Redazione il

Difendere Trump perchè non farebbe altro che mantenere le promesse elettorali, sulla base delle quali è stato eletto, è una stupidaggine colossale.
E se, per dire, avesse promesso di sterminare tutta la popolazione dell’Alaska? O di espellere i nativi americani? O di frustare tutti quelli più alti di due metri?
Ciò che sfugge è che le nostre non sono solo “democrazie” ma sono “liberal-democrazie”, nelle quali il volere popolare non può tutto, non può cioè andare in contrasto con alcuni principi ritenuti inviolabili e contro diritti dichiarati inalienabili. 
Per fortuna sono secoli che il pensiero liberale riflette su come impedire non solo la dittatura dell’uno (il despota), dei pochi (l’oligarchia), ma anche quella dei molti (la dittatura della maggioranza).
C’è di più. In una liberal-democrazia per poter governare serve una doppia legittimazione: una legittimazione democratica che si esprime attraverso il voto, ed una liberale che si concretizza nel rispetto delle leggi e della costituzione. 
Nelle nostre liberal-democrazie, infatti, a governare non sono gli uomini e nemmeno i legislatori, che non possono fare e disfare a loro piacimento. 
A governare è la legge fondamentale, vale a dire un semplice pezzo di carta, scritto negli Stati Uniti nel 1787 e in Italia nel 1947, sul quale sono riconosciuti diritti e sancite libertà che nessun, nemmeno il padreterno, può violare.

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