Moralismo di massa

Pubblicato da Redazione il

(17 dicembre 2016)

Mi è sempre sembrata una assurdità il fatto che nei dibattiti politici ci si scambiasse vicendevolmente cordiali inviti a vergognarsi.
“Vergogna, vergogna, vergogna!” È stata la colonna sonora della seconda Repubblica.
È inutile dire che la vergogna è una categoria che ha a che fare con la morale, non con la politica.
È quel moralismo di massa che ha infettato questo paese a partire da Tangentopoli. Un moralismo di massa cieco e livoroso che si è sostituito all’analisi politica e che rappresenta la negazione stessa della politica democratica, che è dialogo tra parti che hanno la stessa legittimazione. Come fai a dialogare con uno che ritieni vergognoso, quindi degno di disprezzo?
La seconda Repubblica è stata una lotta manichea. La lotta tra due opposti schieramenti che si ritenevano (credo che il maggioritario abbia inciso in questo senso) il Bene, la Luce e consideravano l’altro il Male, la perdizione. Renzi, nei confronti del M5S ha esasperato questo atteggiamento estendendolo anche a chiunque osasse manifestare qualche dubbio. Mentre il M5S ne ha fatto addirittura il suo core business.
I risultati, o meglio le macerie di questi 25 anni, sono sotto gli occhi di tutti. Ed è avvilente vedere come, commentando i fatti di queste ore, si ritorni ad usare lo stesso registro. Si vede la stessa bava alla bocca di sempre.
Se vogliamo davvero ripartire, ricostruire, dobbiamo mettere fine a questo moralismo di massa e a questa demonizzazione dell’avversario.
Propongo pertanto l’abolizione della parola “vergogna” dal dibattito politico

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