La folla, i demagoghi e la vittoria di Trump

Pubblicato da Redazione il

(riflessione pubblicata su Facebook il 1 novembre 2016)

Sulle elezioni americane. Premessa: la crisi economia è il frutto di uno sfaldamento del ceto medio e di una forte polarizzazione sociale ed economica (gli USA, insieme alla Svizzera, sono il paese sviluppato più diseguale al mondo) dovuta ad una intensa fase di sviluppo economico, o una “Grande Trasformazione” per dirla con Karl Polanyi.
Le disuguaglianze sociali, più l’impossibilità di migliorare la propria sorte (sanità privata, scuole pubbliche scadenti etc), più la frustrazione ed il ricordo dei bei tempi andati generano una questione sociale.
Con una questione sociale il popolo si trasforma in folla. La folla vive di passioni forti spesso negative (odio, sospetto, rabbia) e va a caccia di un capro espiatorio.
La maggioranza dei cittadini così si trasforma in una massa amorfa che mugugna e muggisce.
Gli uomini politici che fronteggiano questa folla possono essere di quattro tipologie.
1) Il demagogo, Masaniello, Cleone il conciapelli, gli arruffa popolo. Di solito non hanno un progetto politico, si ubriacano di un consenso immediatamente acquisito ed altrettanto immediatamente perso. In genere producono disastri.
2) I populares, sono coloro che arrivano al potere grazie al malessere sociale e sono coloro che in qualche modo tentano di trovare una soluzione alla questione sociale, con mezzi più o meno efficaci, più o meno populistici, più o meno salutari per la tenuta delle istituzioni liberali, ma comunque il problema lo hanno presente.
3) Gli ottimati sono coloro che parlano ai pochi usciti rafforzati dalla grande trasformazione, a coloro che si sono arricchiti. In sostanza, i pochi che non temono il futuro.
4) I reazionari alla Silla, sono coloro che contro la folla usano il bastone, le negano i diritti politici e le impediscono l’accesso all’interno della cittadella liberale.
Ecco, io non so se Trump sia un popolare (così come lo era Sanders), o un demagogo come Cleone il conciapelli, ma mi pare chiaro che la Clinton sia (o è percepita, il che è lo stesso) come un ottimate.
E a me pare che là dove c’è una questione sociale e là dove il risentimento per il peggioramento delle condizioni di vita e delle prospettive future è forte, un ottimane non può vincere contro un popolare o contro un demagogo: Sanders avrebbe potuto battere Trump, la Clinton no. 
Ecco perchè credo che Trump potrebbe essere il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Categorie: Analisi

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