Una forza riformatrice

Pubblicato da Redazione il

Le voci di una possibile convergenza di un pezzo della sinistra a sinistra del PD sulle posizioni del M5S, oltre il caso di Ostia, sono davvero sconfortanti.

Qualche mese fa avevo scritto che raramente la storia concede una seconda occasione. Per un miracolo, alla sinistra italiana era stata concessa l’occasione di dare vita a quella forza socialista, liberale, laica, radicale e progressista, la cui assenza in questo paese è parte dei nostri mali. Una forza di sinistra che, fatta pace con la democrazia liberale prima e il capitalismo dopo, riuscisse finalmente a liberarsi di quella “malattia del sangue”, come la definiva un grande e ingiustamente dimenticato leader della storia della sinistra italiana e cioè Bettino Craxi, del massimalismo parolaio, inconcludente e autolesionista. E rimediare così ai guasti del passato e a una storia che è stata piena di errori e miopie.

Ebbene, mi pare che quella occasione storica la stiamo bellamente buttando a mare, mettendoci a sventolare anche noi la bandierina di quel giustizialismo manicheo, di quel massimalismo miope e di quel moralismo ammuffito che garrisce sulle enormi bandiere del M5S, vero erede di tutti i mali della sinistra italiana.

Forse siamo ancora in tempo. Al di là di quello che dice Bersani, nel bosco non ci sono gli elettori che si sono persi, ma ci sono i lupi.

La sinistra a sinistra del PD si tappi le orecchie, non ascolti la voce dei vecchi fantasmi del passato, si allontani dagli scogli del M5S, altrimenti alle prossime elezioni sarà un disastro totale.

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