Il principio di legittimità, Napoleone e la colomba di Kant

Pubblicato da Redazione il

Vorrei fare una riflessione breve, parziale e di certo incompleta sulla grande questione dell’astensionismo.

In linea di massima, si può dire che le ragioni che portano un elettore a non andare al seggio girano intorno a tre concetti. la fiducia (o sfiducia) che il proprio voto possa cambiare qualcosa; l’attrazione o la repulsione rispetto all’offerta politica presentata dai partiti agli elettori (voto di opinione); il senso di appartenenza nei confronti di una comunità (voto di appartenenza).

Eppure c’è un’altra questione di importanza capitale, che viene però spesso tralasciata, se non ignorata del tutto ed è la questione della legittimità.

Ne parlavo già qualche giorno fa. La legittimità è quel principio che spiega perché alcuni hanno il diritto di comandare ad altri il dovere di ubbidire.

I principi sono essenzialmente due: il democratico-elettivo e il monarchio-carismatico.

Nel primo caso, il capo ha il diritto di comandare perché è stato eletto democraticamente. Però attenzione, non basta dirsi democratici per esserlo effettivamente. Per rispettare il principio democratico serve il rispetto di tutta una serie di regole formali sul chi e perché ha diritto di voto; come e quando si vota; incompatibilità, ineleggibilità e via dicendo. Il mancato rispetto delle norme formali inficia tutto. Ecco perché in democrazia la forma è sostanza; anzi, se possibile, viene prima della sostanza.

Nel secondo caso, il capo è tale per la legge di successione dinastica o perché dotato di una straordinaria forza carismatica.

Guai a invertire le due cose o aspirare al potere senza averne la legittimità. Napoleone, che si incoronò da solo, lo sperimentò: cadde dopo aver perso una sola battaglia, mentre i suoi avversari restarono al poter dopo una lunga serie di sconfitte.

Ora questi due principi si applicano anche ai partiti politici. Al di là del dettato costituzionale infatti sono esistiti ed esistono partiti che non rispettano l’art. 49 della Costituzione, ma non per questo gli elettori li puniscono.

Per fare qualche esempio. Il segretario del Partito comunista italiano non era eletto con metodo democratico, eppure il suo prestigio era enorme. I segretari della Democrazia cristiana erano al centro di una costante lotta politica, fatta di agguati e imboscate, ma erano eletti democraticamente e il partito godeva di un ampio consenso popolare.

Venendo a noi. Nessuno ha eletto Berlusconi a capo di Forza Italia eppure ne è stato e continua ad essere il leader incontrastato del Centro-destra, facendolo e disfacendolo a suo piacimento. Questo vale anche per Grillo, il cui errore è quello di voler dare una parvenza democratica ad un partito carismatico.

Quello della legittimità è un principio cardine, che tutti, anche chi non ha alcuna cultura politica o giuridica ne sente nell’aria l’odore. Tutti lo percepiscono, lo avvertono a pelle e ne sono condizionati nelle scelte politiche che fanno.

Non a caso, Berlusconi che si è sempre opposto alle primarie, è stato costantemente premiato dagli elettori e così sta succedendo per Grillo, che è la vera e unica calamita ad attrarre il voto verso il M5S.

Il problema è quando dici di voler fare una cosa è ne fai un’altra. Mi riferisco ovviamente alla sinistra. Se ti dici democratico, ma il programma si decide nel chiuso di una stanza per poi essere calato dall’altro agli elettori che possono solo accettare o respingere; se ti dici democratico e poi le scelte fondamentali su nome, simbolo, alleanze non sono discutibili; se ti dici democratico e le candidature sono imposte dall’altro secondo il principio monarchico, si tradisce platealmente il principio di legittimità a cui si fa riferimento. E così tutto crolla.

Il risultato è scontato, chi dovrebbe ubbidire (elettori e attivisti) non lo fa perché non riconosce in chi comanda il diritto a farlo. Nelle forze armate questo si chiama ammutinamento, in politica astensionismo.

La lezione è chiara: come per la colomba di Kant che si lamentava perché l’aria la frenava, senza considerare che era l’aria a sorreggerla, ignorare i principi della legittimità comporta una spiacevole ma inevitabile conseguenze e cioè schiantarsi al suolo.

Categorie: Analisi

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