Democrazia e Catalogna

Pubblicato da Redazione il

Leggo in giro dei commenti strani. Secondo alcuni il referendum catalano sarebbe più che legittimo in nome del principio democratico.

Attenzione, perchè nelle nostre liberal-democrazie il popolo (per fortuna) non può tutto. La volontà popolare trova dei limiti di fronte a sè. A volte sono limiti invalicabili (art. 139 della Costituzione), altre volte sono dei percorsi che servono a rallentare lo slancio iniziale, a calmare i bollori, ad imporre un più attento giudizio (art. 138 della Costituzione).

Nelle nostre democrazie (ribadisco… per fortuna) il popolo non è sovrano. Sovrana è la legge, se così non fosse ci troveremmo nella contraddizione della dittatura della maggioranza.

Democraticamente infatti una maggioranza potrebbe votare perchè la minoranza sia sterminata. I castani potrebbero votare il massacro dei biondi. Gli alti potrebbero deliberare a maggioranza di esiliare i bassi, i grassi potrebbero votare il carcere per i longilinei e i bianchi potrebbero decidere l’epurazione di chi bianco non è.

A Rousseau piaceva il concetto di una maggioranza che, in quanto volontà generale, non trova limiti di fronte a sè. In questo senso è purtroppo preoccupante che il M5S abbia chiamato proprio Rousseau la propria piattaforma online ed è significativo che ora il Movimento si segnali come il più acceso critico di Rajoy.

La maggioranza può essere illiberale come il più feroce dei tiranni e per questo al di sopra di essa si stagliano i diritti elaborati nei secoli dalla tradizione liberale e socialista e sanciti nelle carte costituzionali.

Non il governo dei legislatori, dunque, ma il governo della legge, vale a dire il governo di un pezzo di carta che può imporsi a tutti perchè là vi è racchiusa la più alta tradizione dell’umanesimo occidentale.

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