Dell’equazione possibile e dei cacciatori di bisonti estinti

Pubblicato da Redazione il

Qualche tempo fa scrivevo che il debito pubblico che abbiamo è come una corda al collo e chiedere maggiore flessibilità, quindi chiedere di potersi indebitare ulteriormente significa stringersi un pò di più quel cappio con le proprie stesse mani.

Fuor di metafora non ridurre il debito significa avere sempre meno margini politici ed economico, perchè devi dimostrare agli investitori internazionali che hai una seria volontà di restituire (con gli interessi) i soldi presi in prestito e poi restituirli per davvero, altrimenti in futuro nessuno più ti presterà niente.

L’ordoliberismo sarà anche un’idra mostruosa, il capitalismo finanziario un mostro perfido, i tedeschi dei tirchi e le banche avide, ma il dato di fatto resta: o riduci le spese o paghi i debiti, altrimenti sei messo sotto tutela come un incauto spendaccione.

Ieri leggevo il “Libro Bianco delle Difesa e Sicurezza” della Francia e a loro la cosa è chiarissima: “l’indépendance de la Nation – si legge nel documento – est menacée si le déséquilibre des comptes publics place celle-ci dans la dépendance de ses créanciers.”

Dunque, la salute dei conti pubblici significa la possibilità di rimanere un paese politicamente sovrano in grado di decidere le proprie politiche e non è un complotto del gruppo Bilderberg o dei gnomi della finanza.

I conti pubblici contano dunque, ma anche i diritti sociali, che nel nostro ordinamento sono al vertice della gerarchia delle fonti, in quando sono lo strumento che impedisce il formarsi di quella questione sociale che è può distruggere, come più volte è accaduto nella storia, le libere democrazie.

E però i diritti sociali costano e tanto e, per le ragioni indicate prima, non si può dire, come ha fatto ieri la Camusso, me ne frego dei diritti pubblici, i diritti sociali siano garantiti ad ogni costo (“”Sostenibilità sociale non può essere piegata sempre a sostenibilità finanziaria”.

D’altro canto però nemmeno si può dire che tutto, anche i diritti sociali, deve essere sacrificato sull’altare della salute dei conti pubblici.

Nel primo caso, (i diritti sociali nonostante tutto) ci troveremmo di fronte ad un miope e pericolo massimalismo di sinistra. Nel secondo caso, (solo i conti pubblici contano) ci troveremmo di fronte ad un altrettanto miope e pericoloso massimalismo di destra. In tutti e due i casi si produrrebbero guasti e disastri.

Dunque, l’equazione da risolvere è la seguente: come fare per garantire a tutti, a livello più alto possibile, tutti i diritti sociali riducendo nel contempo la spesa pubblica e rimettendo in salute i conti pubblici?

I partiti riformisti e razionali si impegneranno a risolvere seriamente questa equazione e faranno il bene di questo paese. Gli altri invece sono delle forze politiche irrazionali, populiste, adusi al melodramma politico e a cacciare bisonti ormai estinti e faranno il male di questo paese.

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