Come nel ’21

Pubblicato da Redazione il

Quando si dice che la politica è l’arte del possibile, si dice poco. Meglio spiegare.

Un partito politico aggrega consenso sulla base di alcune scelte ideali e di alcune proposte programmatiche, che si promette di realizzare concretamente.

Quel partito per mantenere la promessa deve fare tutto quello che si può fare per avere qualche possibilità concreta di vincere le elezioni da solo o in coalizione. Presentarsi alle elezioni per perderle ha, quanto meno, poco senso.

In sintesi, la politica è l’arte di rendere possibile, in un dato sistema istituzionale e con un dato sistema elettorale, gli ideali e le scelte programmatiche votate dagli elettori, manovrando tra i marosi della politique politicienne e tentando, quando le cose vanno vale, di girare a proprio vantaggio le situazioni svantaggiose. Senza per questo ritirarsi sull’Aventino o iniziare a battersi il petto contro il destino cinico e baro.

Detto ciò, vengo alle cose della sinistra, e mi soffermo solo su due punti.

Il primo. Quando c’era il Consultellum, l’idea di Pisapia di federare la sinistra a sinistra del PD ed agganciarla al PD era del tutto sbagliata. Con un sistema proporzionale puro le alleanze si fanno dopo le elezioni non prima. Mentre aveva senso l’idea di MDP di starsene alla larga dal PD.

Se poi cambia la legge elettorale, cambia tutto. Il Rosatellum prevede le coalizioni, le alleanza dunque si fanno ora, non dopo le elezioni. Ma le alleanze hanno senso se tra diversi, quindi è giusto che MDP e PD mantengano le proprie posizioni e si presentino agli elettori in coalizione ma con programmi diversi. Altrimenti perchè un elettore dovrebbe preferire l’uno piuttosto che l’altro se dicono la stessa cosa?

Con il nuovo sistema elettorale, dunque, ha ragione Pisapia a voler unire la sinistra al di fuori del PD e fare una coalizione con il PD. Ciò vuol dire che MDP ha sbagliato a rompere con Pisapia ed ha torto chi a sinistra, come Montanari urla fiero e fatuo “mai con il PD”.

Questo significa che Speranza ora ha fatto bene ad aprire al PD, ma ha fatto male a porre tutte quelle condizioni. Sia perchè alcune di esse non ha senso porle a fine legislature, sia perchè è bene che le posizioni restino distanti. Per giunta, il rischio è che quella apertura venga presa per farlocca date le troppe richieste fatte.

Il secondo punto. Oggettivamente il Rosatellum pone MDP in una condizione di svantaggio. Dunque è giusto protestare, tentare di modificarlo o anche provare a portarlo davanti alla Consulta. Ma nel frattempo ci si deve preparare a farci i conti, cercando di trasformare in un vantaggio una posizione di svantaggio.

Come? Semplice: accettare l’apertura del PD, stringere una coalizione, senza chiedere una piattaforma comune o una leadership comune (basta la volontà di fermare le destre) e presentarsi agli elettori con un programma anti-renziano, cercando di attrarre quegli elettori della sinistra che si sono allontanati a seguito della renzizzazione del PD.

Indubbiamente si può decidere di stare da soli. Ma attenzione. MDP, Civati e SI, visti i numeri, per avere la certezza di superare il 3% dovranno fondersi in un solo partito, senza fare una coalizione. Così facendo, però, dichiarerebbero al mondo intero che essi stessi non credono di poter arrivare alla soglia del 10%. E così essi stessi invoglierebbero al voto utile verso il PD, che se ne avvantaggerebbe, ma inutilmente, dato che il Rosatellum favorisce le coalizioni di diversi (o finti tali) come Forza Italia e Lega, che vincerebbero le elezioni e Salvini potrebbe andare a Roma per trattare con sè stesso l’autonomia Lombardo-Veneta.

Come nel 21’ mentre noi ci dividiamo su questioni di principio, sgarbi personali ed egocentrismi vari, la destra avanza compatta.

L’alternativa (folle) è dunque un unico partito della sinistra non coalizzato e quindi isolato, che non potrà fare altro che mettersi a predicare da un qualche pulpito condannando la malvagità dei tempi moderni, compiacendosi della propria superiore moralità e lungimiranza e facendosi i complimenti allo specchio.

Così facendo però ci renderemo corresponsabili della vittoria delle destre e dello sfascio di questo paese.

Categorie: Commenti

Lascia un commento